domenica 26 dicembre 2010

filastrocche e ninne nanne, poesie per Natale

queste me le cantava la nonna e io le cantai per anni ai miei bimbi

ninna nanna 7 e 20
Gesù bello s'addormenti
s'addormeni in un bel sonno
e si svegli domani a giorno
Nanna ieri, nanna ieri,
e le sporte son panieri,
i panieri nnon son le sporte
e la vita non è al morte:
e lamorte non è la vita:
la canzone l'è già finita



fate la nanna coscine di pollo
la vostra mamma vi ha fatto un gonnello
e ve l'ha fatto collo smerlo sul tondo
fate al nanna coscine di pollo
Ninna nanna ninna nanna
il bambino è della mamma
della mamma edi Gesù
il bambino non piange più


questa è un filastrocca che oggi non vale moltoperchè alcune feste non ci sono più però è molto carina

Al primo di dicembre Sant'Ansano;
il 4 Santa Barbara beata;
il 6 San Niccolò che vien per via;
il 7 Sant'Ambrogio da MIlano;
l'8 la concezione di Maria;
per il nove mi cheto;
il 10 la Madonna di Loreto;
il 12 convien che digiuniamo
perchè il 13 c'è Santa Lucia;
il 212 San Tommè la chiesa canta;
il 25 vien la Pasqua Santa
e poi ci sono i Santi Innocentini; alla fin di tutto, lesto lesto,
se ne viene San Silvestro


questa poesia è in dialetto genovese la recitò gianluca alla scuola materna

CANSON DE NATALE

ricordo i Natali
de quand'eo picin
riveddo o presepio
co' bbeu e l'asinin
in sal gh'ea un erbou
de nejve e candeje
e appeiso gh'ea l'orsu
a trombetta e du' meje
mettendome in lettu
mae mamma cianin
a diva sciu dormi
che vegne o Bambin
ninna nanna o mae ninin
din don dan
e campann-e sentivo sonà
co' Bambin che chinava
da - e stelle
m'assunnavo d'andamme a demuà
din don dan
quante anjoeti
vediva xevà
e portavan demue e pandousci
pè i figgi di povei
che no han da mangià


traduzione
ricordo i Natali/ di quando ero piccina/ rivedo il presepio/ col bue e l'asinello/ in sal c'era un albero di noci e candele/ e appeso c'era l'orso/ una trombetta e due mele
Mettendomi in letto/ mia mamma, pianino,/ diceva :su dormi/ che viene il Bambino.
ninna nanna o mio carino/ din don dan/ le campane sentivo suonare/ col Bambino che scendeva dalle stelle/ sognavo di andarmi a divertire
din don dan/ quanti angioletti vedevo volare/ che portavano giochi e pandolci/ per i filgi dei poveri/ che non hanno da mangiare

questa è una delle mie recitata nel 69 (anno dela letterina che ho postato)

POESIA DI NATALE

- mamma chi è che nella notte
canta questo canto divino?
-è una mamma benedetta e santa
che cura il suo Bambino

- mamma mi è aprso di sentire
un suon di ciaramella...
-son pastori, bimbo
che vanno verso la Stella..

-mamma, un batter d'ali
un sussurrar di voci torno torno---
-sono angeli discesi
per annuciare il benedetto giorno!


altra mia poesia del 72

POESIA DI NATALE

ho sognato che il Bambino
venne presso il mio lettino
e mi disse dolcemente:
-per Natale non vuoi niente?
io pensai per prima cosa
a te mamma sì amorosa
a te babbo buono tanto
e gli dissi :- Gesù santo
babbo e mamma bendici,
fa che siano sempre felici!!

quando i doni li portava Gesù bambino

tanti anni fa, non era Babbo natale a portare i doni in Italia, o almeno il suo lavoro era diviso con quello di Gesù Bambino
ricordo che spesso le persone che si incontravano per strada chiedevano ai bimbi: hai scritto la letterina a Gesù Bambino? oppure cosa hai chiesto a Gesù Bambino
le letterine per chiedere i doni erano davvero belle, avevano davanti una immagine della natività tutta decorata in porporina (una specie di brillantini) doro d'argento, rossa verde ecc..
e venivano usate anche per scrivere le letterine ai genitori
nella nostra casa c'era una usanza stranissima: l'albero di natale e il presepio non si faceva prima ma esclusivamente la vigilia di Natale perchè mamma ci aveva detto che l'albero lo portava babbo natale
poi lo portava via la befana e infatti questo lavorone immane di fare l'albero e il presepio e di disfarlo si faceva di notte dopo che noi eravamo andate a letto e ronfavamo della grossa nella sera del 24 dicembre e nella sera de 6 gennaio
quando io ebbi un'età per cui non credevo più a babbo natale, aiutavo la mamma a fare il lavoro per assicurare la sorpresa alle mie sorelle e cosi via mano a mano che crescevano le altre
infine potemmo fare l'albero il giorno dell'immacolata senza tutto questo stress
(non immaginate la fatica di non fare il minimo rumore scartando palline e statuine nel silenzio della notte) però che meraviglia svegliarsi al mattino e vedere l'albero scintillante e il presepio curato nei minimi particolari
vi  sembrerà strano che noi ci credessimo.. ma forse una volta eravamo più ingenue chissà
per questo motivo in casa mia non c'era l'usanza di festeggiare la vigilia col cenone né di andare alla messa di mezzanotte
alla sera si mangiava sempre caffellatte con biscotti del lagaccio, pasto frugale, poi mamma metteva vicino al caminetto dove ardeva il ceppo di Natale una bacinella con un asciugamano e una bottiglietta di latte con dei biscotti per la Madonna e il Bambinello e un bicchiere di vino per San Giuseppe e poi si andava a dormire
la letterina per i doni la preparavamo una settimana prima e si metteva nel camino
pensava poi mamma a farle sparire
non sempre ricevevamo quello che si chiedeva, ma mamma ci spiegava che Gesù sapeva quello di c ui avevamo bisogno e che aveva tanti bimbi da soddisfare...
la mattina si andava alla messa tutti insieme, tanto il pranzo si era preparato nei giorni precedenti e bastava solo cuocere le ultime cose e poi durante il pasto papà leggeva al letterina e noi dicevamo le poesie e i canti
ricordo con apprensione quei momenti
prima di natale c'era l'attesa nell'avvento, tutte le domeniche andavamo a messa e prendevamo il bigliettino con le intenzioni della settimana: mamma aveva una corona con 4 candele e ogni domenica ne accendeva una
questa tradizione è ancora viva in casa mia
in particolare noi seguivamo al novena di Natale con la nonna che si premurava di accompagnarci tutti i pomeriggi alle 5
questa invece è l'unica letterina che ho conservato scritta a i miei genitori in seconda elementare.. sembra impossibile che scrivessi così. 
il pomeriggio di Natale si giocava sempre a tombola con i nostri vicini di casa con cui avevamo un rapporto molto intimo e la sera di solito si beveva solo un consommé perchè eravamo pieni pieni dei cibi della giornata

un'altra bella usanza che deriva dalle origini di mia nonna, la valdichiana, era quella del ciocco di Natale, chiamato in Piemonte suc con la u stretta francese
era un pezzo enorme di quercia che andava messo nel camino la vigilia di natale
lo facevamo finché rimase viva la nonna dopo nel camino mamma ci faceva il presepe
dando fuoco al ciocco si diceva questa preghiera:
si rallegri il ceppo, domani è il giorno del pane: ogni grazia di Dio entri in questa casa; le donne facciano figlioli, le capre capretti, le pecore agnelletti, abbondi il grano e la farina e si riempia la conca di vino"
poi i bambini venivano bendati e dovevano trovare il camino, battere sul ceppo colle molle e dire la canzoncina dell'avemaria del ceppo che assicurava tanti regalini
ave Maria del ceppo
angelo benedetto
l'angelo mi rispose
ceppo mio bello
portami tante cose
il ceppo doveva bruciare fino alla befana ma non sempre succedeva perchè in città è difficile procurarsene uno bello grosso,, però aggiungendo legna sopra riuscivamo a tenerlo fino a capodanno almeno
poi immancabile la poesia a tavola il giorno di natale...
la rivedo ancora nei miei incubi peggiori

venerdì 10 dicembre 2010

alberi naturali o sintetici?

E' consigliabile acquistare un albero vivo solamente se viene collocato all'esterno
Controlla all'acquisto che le radici non siano state strappate
Se l'albero viene utilizzato all'interno, deve essere posto nel luogo più fresco della casa
Scegli delle conifere a crescita lenta e piantate in vaso, non sradicate
Costano di più ma la sicurezza della loro durata è maggiore

PINO O ABETE?

l'ABETE (abies) è un albero di alto fusto, sempreverde, resinoso, simile a un grande ombrello da passeggio capovolto
Si differenzia dai PICEA per i coni eretti (nei PICEA sono penduli) e per al differente attaccatura delle foglie: quelle degli abies sono attaccate direttamente sui rami, quelle dei picea mediante un minuscolo picciolo
Per realizzare l'albero di NAtale non si utilizzano i pini ma gli abeti nei due generi summenzionati

Picea abies excelsa abete rosso
E' il classico abete utilizzato come albero di Natale. Si presenta in forma piramidale, corteccia rossastra, aghi di colore verde intenso, coni penduli
http://it.wikipedia.org/wiki/Picea_abies


PIcea pungens koster kosteriana glauca
FOrma piramidale con chioma conica nons empre regolare
Bellissimo fogliame lungo appuntito di colore blu argentato.. è considerato l'abete più pregiato


Abies nordmanianna abete del caucaso
Forma piramidale regolare, rami disposti a palchi regolari e fogliame lussureggiante di un bel verde.. molto elegante e maestoso


vi sono molte altre specie adatte e quindi usate per essere addobbate
tra queste

picea omorica


picea glauca albertiana


Abies nobilis glauca


Gli alberi naturali crescendo lentamente, possono essere riutilizzati gli anni successivi
Bagna il terreno solamente quando è asciutto, non è consigliabile spruzzare acqua quando ci sono luci e addobbi
Alcuni tuttavia inseriscono sulla cima dei cubetti di ghiaccio che si sciolgono lentamente
Terminate le festività riconseganlo nei punti di raccolta che provvedono a rimetterlo a dimora oppure interralo con il vaso per recuperarlo l'anno successivo
la perdita di aghi ha comunque portato molti a scegliere un albero sintetico
Nei negozi si trovano qualità diverse di alberi nevicati, argentati, misti che riproducono fedelemente abeti o pini
Si trovano in varie dimensioni dalla base larga per ambienti con molto spazio oppure adatti a decorare una stanza o una vetrina
La qualità del pino in fibra sintetica si riconosce dagli aghi e dal numero dei rami
Il ramo inoltre non deve rimanere schiacciato
la qualità poi è migliore se sono morbidi e il negozio garantisce il prodotto
Controlla toccandoli che gli aghi non cadano
devono inoltre avere una base larga per evitare cadute disastrose
Nele confezioni trovi le istruzioni per aprire l'albero e montarlo
Leggile attentamente per evitare di rovinarlo
Ricorda che los tesso albero produce effetti diversi dal modo col quale viene aperto
Di solito si aprono dal basso 


per richiuderli si inizia dalla  parte superiore
Al termine della festività riponi con attenzione l'albero e gli addobbi

illuminiamo l'abete di Natale

L'albero di Natale può essere realizzato con cime di alberi tagliate
Per evitare di favorire il taglio indiscirminato di alberi, accertati che possiedano il sigillo del Corpo Forestale dello Stato
Controlla che il taglio sia recente altrimenti ti ritrovi con un albero spelacchiato in breve tempo
L a forma deve essere proporzionata a cono compatta
UN albero di appartamento non supera i 2 metri e necessita di una buona profondità nella base. Inoltre una base ampia evita il pericolo di cadute accidentali con gravi conseguenze: rotture cortocircuiti ecc..
Per l'illuminazione è consigliabile acquistare materiale di qualità provvisto del marchio IMQ che garantisce il rispetto delle norme di sicurezza
Scegli le luci in proporzione alle dimensioni dell'albero in modo da non eccedere nel consumo di corrente e elettrica surriscaldando i materiali
In un appartamento non superare mai l'impiego di 3/400 watt, una ventina circa di catene luminose a pisello
E' obbligaotorio controllare sempre le indicazioni fornite dal costruttore e stampate sulla confezione
Le catene si uniscono le une alle altre fino ad un certo numero altrimenti la corrente utilizzata è superiore alla portata dei fili; leggi attentamente le indicazioni del costruttore
Anche le intermittenze devono essere acquistate correttamente, in modo da non utilizzare uno  strumento adatto a 100 watt per conferire movimento a una catena che impiega 300 watt
NON aggiungete troppi deviatori uno sull'altro può diventare pericoloso soprattuttto se i collegamenti sono su moquette o su legno
Sotto l'albero utilizza materiale non infiammabile: gomma, cotto o polistirolo
Acquista una prolunga nuova e non utilizzare materiale rappezzato con collegamenti precari
Scegli una presa a cui non siano collegati altri elettrodomestici
NOn c'è nulla da inventare con adattamenti o modifiche strane: si vende tutto
Rispetta le indicazioni scritte sulle confezioni

come si allestisce un albero di Natale



  • si inizia con disporre sull'albero le luci a zig zag o a spirale






  • ricorda che maggiore è il numero di luci più bello è l'albero  
  • è necessario giocare col filo, collocando le lampade al'interno e sulla superficie dell'albero creando una sensazione di profondità; 
  • naturalmente è doveroso nascondere il filo, coprendolo poi con gli addobbi 
  •  in commercio si trovano luci bianche e coloratissime, luci musicali e gli spinotti epr ottenere l'intermittenza  
  • alcuni preferiscono le luci bianche perchè sono più eleganti e non influiscono sui colori dell'albero
  • per valorizzare maggiormente l'abete escludono anche l'intermittenza
  • al centro dell'albero può essere inserito un presepio con le luci accese
  • inizia a inserire partendo dall'alto le decorazioni che hai preparato oppure acquistato 

  • le proposte sono molte, personalizza il tuo Natale con un motivo ricorrente 
  • gli addobbi di grandi dimensioni sono disposti alla base dell'albero salendo le dimensioni degli oggetti si riducono  
  • nella disposizione degli  ddobbi (nastri sfere, fiori, fiocchi , angeli, biscotti, candele, pupazzi..) evita di creare delle geometrie ... fai in modo che siano posizionati con eleganza 
  • non lasciare zone scoperte e inserisci le decorazioni anche all'interno dell'albero, non solo in superficie la regola è: 2 addobbi all'esterno e uno all'interno dell'albero  
  • quando hai posizionato le deocrazione completa l'albero con catenelle campanellini... 

                                                     




il panforte di Siena

ilpanforte di siena originale non è come quello comprato.. ha un gusto leggermente diverso perchè gli ingredienti sono diversi
infatti si chiama panpepato e prevede: candito nero di popone 200 g, candito di arancia 25 g, zucchero 180 g, latte 250 g, mandorle sgusciate 180 g, farina 75 g, spezie miste 5 grammi, mezzo cucchaino di pepe nero macinato, 2,5 g di cannella  e poi per il polverino 2,5 g sia di cannella che di corinadolo in polvere 1 cucchiaio di farina e zucchero a velo q.b.
questa dose è per un panforte  in realtà si prepara sempre dose doppia per 2 dolci

io, essendo quasi impossibile a Genova trovare il candito di popone nero (melone), lo faccio sulla falsariga del panforte margherita inventato nel 1879 durante la visista della regina Margherita di Savoia a Siena) usando il candito di cedro e dei fichi secchi

ecco la mia versione
170 g di mandorle intere
160 g zucchero semolato
 150 g farina 00
150 g melone candito
100 g cedro candito
80 g arancia cadnita
6 fichi secchi
tutti i canditie i fichi  vanno tagliati a cubetti


80 g zucchero a velo
50 g miele
5 grammi di spezie così composte: 1 pizzico noce moscata, un pizzico di chiodi di garofano pestati, 3 grammi di semi di coriandolo pestati e 2 grammi di macis
poi c'è lo spolverino fatto con farina 1 cucchiaio, cannella in plvere mezzo cucchiaino, zucchero a velo 4 cucchiai
cuociamo in una casseruola col fondo pesante lo zucchero il miele, le spezie e 65 g dia cqua fino ala temperatura di 140°C

mescoliamo tutta la frutta candita e le mandorle colla farina in un mixer senza tritare: va benissimo il bimbo antiorario vel 2 per 1 minuto
 




quando il miele è in temperatura uniamolo all'impasto e giriamo ancora per 30 secondi

mettiamo su un teglia coperta di carta forno un ostia tonda del diametro di un c erchio di 20 cm e se possiamo rivestiamo anche le pareti del cerchio


versiamo la pappa dentro l cerchio e con le mani unte di olio di semi pareggiamola bene


 poi spolveriamolo bene collo spolverino


mettiamo in forno già caldo a 180°C per 25 minuti e poi togliamo
sarà morbido non vi preoccupate raffredDando indurisce eccome

tolgiamo il cerchio una volta freddo e togliamo lo spolverino conun pennello, qullo che viene non vi preoccupate tanto è commestibile
ricopriamo con abbondante zucchero a velo e serviamo

la sua fragranza è fenomenale  breakfast
se avete il coraggio di metterci anche un pizzichino di pepe macinato al momento nel mix di spezie avrete davvero il sentore del panpepato



in pista come in strada

il senso di libertà che lo sci porta con sè induce molti a comportamenti poco consoni alla situazione che affrontano
gli sport della neve restano, oltre che divertenti anche rischiosi. Prima di tutto perchè ci si muove in un ambiente naturale di montagna che ha regole drastiche:
Abituati alle piste curate e messe in siucrezza, spesso il turista si comporta come se fosse sul prato di casa:
Questo atteggiamento è diventato fonte di problemi col diffondersi del frreride o del fuoripista:
Quando si affrontano escursioni in neve fresca occorre essere informati su una serie di vairabili che aumentano il livello di rischio: meteo, temperatura, tasso di umidità, conformazione del terreno, abbigliamento, ssitemi di rilevazione
Oltre alle regole naturali però, essisotno anche le leggi che disciplinano lo sci nei suoi vari aspetti
IN particolare, una specifica che detta le norme in materia di sicurezza nella apratica non agonistica degli sport invernali da discesa e da fondo
E' la legge n 363 del 24 dicembre 2003
si tratta di una legge quadro che riprende e attualizza le dieci regole di comportamento (che riporto in altro post) deliberate nel 1967 dalla FIS (Federazione Internazionale Sci): Regole che per tanto tempo hanno costituito l'inica fonte di riferimento: dal rispetto per gli altri alla padronanza della velocità e scelta della direzione, dal sorpasso in pista alle modalità dia ttraversamento delle piste e degli incroci, dalal sosta sulle piste al comportamento da tenere nel salire e nel discendere lungo una pista da sci, dal rispetto della seganletica all'assistenza agli infortunati.
La legge innanzitutto attribuisce alle regioni il compito di individuare  le aree sciabili attrezzate _in particolare quelle a specifica destinazione per la pratica dele attività cona ttrezzi: la slitta, lo slittino- nonchè le aree interdette, anche temporaneamente alla pratica dello snowboard
Sui gestori di queste aree invece, ricade l'obbligo di assicurare il soccorso e il trasporto degli infortunati lungo le piste che, in termini di sicurezza, devono rispondere  a quanto stabilito dalle Regioni:
Devono cioè provvedere alla ordinaria e straordinaria manutenzione, alla installazione della segnaletica per la presenza di ostacoli o pericoli e epr le condizioni del fondo
I(l conecssionario e il gestore degli impianti di risalita però, non sono responsabili degli incidenti che si verifichino nei percorsi fuori pista sebbene serviti dagli impianti stessi
La legge contiene inoltre nuove norme di comportamento (DEcalogo comportamentale dello sciatore) per chi pratica sci alpino e snowboard, anche se divertirsi in sicurezza, senza nuocere agli altri è da sempre una questione di responsabilità e di rispetto.
IN particolare i ragazzi di età inferiore ai 14 anni devono indossare a partire dal 2005, un casco protettivo omologato, per chi non lo rispetta, la pena prevista è il pagamento di una somma tra 30 e 150 euro e ils equestro dell'eventuale casco non omologato.
In generale lo sciatore deve tenere una condotta che, in relazione alle caratteristiche della pista  edella situazione ambientale, non costituisca pericolo per l'incolumità sua e altrui
La velocità invece, deve essere particolarmente moderata nei tratti a visuale non libera, in prossimità di fabbricati od ostacoli, negli incroci nelle biforcazioni, in caso di nebbia, di foschia di s carsa visibilità o di a ffollamento nelle strettoie e in presenza di principianti
Tutti hanno l'obbligo di segnalare la presenza di un infortunato e chiunques i trovi davanti ad una persona in difficoltà e non presti assistenza - ovvero non comunichi al gestorepresso qualunque stazione di chiamata l'avvenuto incidente- è soggetto ad una multa da euro 250 a euro 1000, slavo il fatto che non ricada in un'ipotesi penale.
Inoltre è vietato percorrere a piedi le piste se non per casi di urgente necessità e tenendosi comunque ai bordi
Ai mezzi meccanici adibiti al servizio e alla manutenzione delle piste è, invece, vietato accedervi durante il loro orario di apertura (anche qui salvi, ovviamente, i casi di necessità e urgenza ma, comunque, sempre con l'utilizzo degli appositi congegni di segnalazione luminosa e acustica)
Infine chi pratica lo scialpinismo deve munirsi di appositi sistemi elettronici per garantire un idoneo intervento di soccorso laddove per condizioni climatiche e della neve sussitano pericoli di valanghe
Oltre a quelle soprq riportate, le Regioni e i Comuni possono adottare ulteriori prescrizioni per garantire la sicurezza e il migliore utilizzo degli impainti e delle piste
E infatti tra le ultime leggi regionali, quell emanata dalla regione Piemonte ha inserito anche l'obbligo di stipulare un'assicurazione
La legge prevede che saranno l'Arma dei Carabineiri, la Polizia di Stato, il Corpo Forestale dello Stato e il Corpo della Guardia di Finanza, nonchè i corpi di polizia locale a provvedere, nel corso del servizio di vigilanza e soccorso nelle località sciistiche, al controllo dell'osservanza delel disposizioni e ad erogare eventuali sanzioni nei confornti di utenti inadempienti
La legge prevede inotlre che le contestazioni relative alla violazione delle disposizioni sulla condotta da tenere sulla pista vvengano di norma su segnalazioni dei maestri di sci

mercoledì 8 dicembre 2010

una storia per pensare

questa storia è stata raccontata nel blog storie di 1 minuto di cui inserisco il link
http://storiedi1minuto.splinder.com/post/23708894/e-piu

la ricopio cambiando solo alcune parole che nella versione originale sono un po' forti (le sostituzioni sono in corsivo)
per riflettere
adesso che si avvicina il Natale

"E' morto ?"
"No. Anzi. Non lo so"
Sentendo queste parole mi tolgo l'auricolare dall'orecchio e chiedo.
"Morto chi? Che è successo?"
"Ma niente, il solito pirla che si è buttato sotto la metro"
Interviene una collega, cosparsa di rabbia.
"Ahh porcamiseria se non è morto, lo faccio fuori io con le mie mani"
"Che giorno è oggi?" chiede qualcuno in fondo all'ufficio.
"Lunedì" risponde qualcun'altro.
"Sì, ok, la data?"
"Il 7"
"Normale - sentenzia la voce - Ci stiamo avvicinando al Natale..."
"Scusa!?" chiedo io.
"Tutti gli anni, quando ci si avvicina al Natale, insomma, si buttano. Chiamala solitudine, chiamala tristezza. Però se ci fai caso, è vero, più si avvicinano le feste e più..."
E più.
E io che credevo che vicino al Natale tutti diventassero più buoni, che i problemi si spostassero a gennaio, dopo i regali, dopo gli estratti conto della carte di credito, dopo gli scontrini dei regali da cambiare, dopo la digestione della festa.
Stupido.
Che stupido che sono.
Non pensavo a quelli che il cenone se lo fanno da soli da McDonalds con un Happy Meal che tanto Happy non è, non pensavo a quelli che le carte di credito le hanno in due pezzi, tagliate da qualche commesso sorridente nel prenderla e dispiaciuto per il taglio, non pensavo a quelli che l'estratto conto è rosso, ma rosso rosso, non pensavo a quelli che i regali se li sono dimenticati da parecchio tempo e a quelli che degli scontrini per il cambio ne farebbero a meno volentieri, basta il regalo, anche solo un pensiero, di quelli veri.
Poi guardo la foto del mio bimbo e penso che quest'anno, vada come vada, la festa ci sarà, i regali anche, il cenone, i saluti tra i parenti e se resistiamo, anche la messa di mezzanotte.
Sì, ci sarà tutto, perchè lui ancora non lo sa che quest'anno i regali non saranno proprio per tutti.

lunedì 6 dicembre 2010

stelline di marzapane e cioccolato

sono in piena produzione natalizia di dolcetti da regalare e offrire, ogni anno aggiungo idee nuove a quelle già consolidate
queste stelline ghiotte le ho trovate su DIANA TORTE E PASTICCINI  edizione speciale per il Natale

 vediamo come si preparano
per l'impasto
250 g farina
65 g zucchero
125 g burro
3 torli
inoltre:
200 g di pasta di marzapane secondo questa ricetta
dosi per 1 kg
500 g di farina di mandorle
2 cucchiai dia cqua di fiori d'arancio
600 g di zucchero a velo

in una casseruola amalgamate a fuoco basso la farina coll'acqua di fiori di arancio e 500 g di zucchero a velo
il marzapane sarà cotto quando dopo circa 5 - 8 minuti non si appiccicherà più alle dita ma non bisogna farlo cuocere di più altrimenti essuderà tutto il suo olio e non darà più un composto omogeneo
mettetelo in una spianatoia cosparsa collo zucchero a velo rimasto e spianatelo spolverizzandolo sopra e sotto mano a mano che lo lavorate
se fate dei dolcetti cogli stampini poi vanno fatti asciugare in forno a 130° per circa 15 minuti: non devono diventare duri ma rimanere morbidi e bianchi
questo è il marzapane di Lubecca
50 g di zucchero a velo e zucchero a velo per la spianatoia
1 cucchiaio di Amaretto
30 g di pistacchi macinati
50 g di gealtina di vostro gusto (una specie di marmellata molto fluida)
un po di colore verde per alimenti
300 g di cioccolato di copertura semiamaro

lavorate insieme tutti gli ingredienti per l'impasto e poi avvolgetelo nella pellicola trasparente e mettetelo in frigo a riposare per almeno un'ora
stendetelo sulla spianatoia leggermente infarinata ad uno spessore di circa mezzo cm e tagliate delle stelle di circa 5 cm di diametro, mettendole mano a mano su una teglia ricoperta di carta da forno


cuocete al forno elettrico preriscaldato a 175°C, forno ventilato 160°C forno a gas livello 2 per circa 10 minuti massimo 15
intanto che raffreddano impastate il marzapane con lo zucchero a velo dividetelo in due aprti ( 1/4 e 3/4) al pezzo più grosso unite l'amareto e i pistacchi tritati fini fini e stendetelo
ricavate delle stelle della stessa misura e numero di quelle dei biscotti

 in un pentolino scladate leggermente la gelatina e poii con un pennellino stendetene uno strato sottile sul lato inferiore dei biscotti
e unite ad esso una stellina di marzapane

colorate col verde per alimenti la restante parte del marzapane impastato insieme agli avanzi delle stelle, e fate delle stelline con un tagliaapasta più piccolo di circa 1 cm di diametro
 fate fondere il cioccoalto a bagnomaria e immergetevi o spennellate la doppie stelle, mettendole mano a mano su una gratella
ponete al centro la stellina piccola e lasciate asciugare completamente la glassa

domenica 5 dicembre 2010

l'nverno è arrivato: via gli sci dalla naftalina

l'Itlai è divisa in due.. il Nord nella morsa della neve, il Sud ancora con temperature accettabili
a me da brava piemontese, la neve nonf a paura e significa due cose: Natale e sciare
per il Ntale c'è ancora tempo. ma le stazioni scisìistiche hanno aperto alla grande
ecco perchè  è meglio rispolverare consigli e regole per sciare in sicurezza per noi e per gli altri

preparazione atletica e alimentazione

un buon allenamento è la bici o la cyclette, più che la corsa, perchè si alvora non sovraccaricando le ginocchia e le caviglie, per i muscoli e i legamenti seocndari interno ed esterno coscia, medio gluteo, polpacci, tibiali anteriori, caviglie e piedi è meglio fare esercizi specifici

interno ed esterno coscia
 da coricati e con le braccia larghe solevare alternativamente le gambe e farle ruotare poi ruotarle entrambe (12 ripetizioni)

glutei medi

in appoggio sulla gamba sinistra si compiono flessioni cercando di andare a toccare con la mano destra l'alluce siniztro senza muovere il fianco sinstro poi invertire (d serie di 10 ripetizioni per gamba)

piedi

sempre coricati, con le gambe flesse e talloni il più vicino possibile ai glutei, ruotare el punte dei piedi prima con una serie verso l'interno e poi verso l'esterno (6 ripetizioni)

caviglie e polpacci

mani appoggiate la muro (altezza spalle) una gamba flessa e l'altra llungata all'indietro er 15 secondi (poi invertire la posizione delle gambe)
saltare da uno scalino prima con un piede poi con l'altro coi gomiti piegati (due serie di 8 ripetizioni per gamba)
con i talloni appoggiati a sbalzo sullo scalino, si aprono le caviglie e si flettono i piedi verso il basso (da 2 serie di 30 ripetizioni a 3 serie di 40 ripetizioni)

vediamo l'alimentazione

importnate ad inizio giornata fare il pieno di carboidrati, vitamine, quindi cereali, frutta e succhi di frutta, amremllata cioccoalto
a pranzo se si ha intenzione di continuare a sciare pasti leggeri con cibi ricchi di proteine
e possibilmente bere, evitndo l'alcool
In Canada, le orgnzzazioni che gestiscono l'eliski, ad ogni risalita, mettono a disposizione degli sciatori una boccetta di acqua, succo di limone e sali minerali per compensare gli sforzi e i continui salti di altitudine... questo non è molto diverso se si usano funivie e seggiovie
prendiamo esempio